PVR e Divieto di Pubblicità sui Giochi: cosa cambia per i PVR?

Nel luglio del 2018 è entrato in vigore il cosiddetto Decreto Dignità che, tra le varie norme, contiene quelle che vietano la pubblicità al gioco d’azzardo. Una misura che si è resa necessaria nella lotta contro la ludopatia. Cosa cambia con questo decreto e in che misura coinvolge i Punti Vendita di Ricariche (PVR)?

Decreto Dignità: cosa NON si può fare

Nello specifico, all’articolo 9 del Decreto Dignità si legge che: «È vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

In caso di violazione della normativa è prevista una sanzione pari al 20 per cento del valore della sponsorizzazione o della pubblicità, con un importo non inferiore a 50.000 euro per ciascuna violazione. Ogni sanzione va a confluire a confluire nel Fondo per il contrasto al gioco d’azzardo patologico.

Decreto Dignità: cosa si può fare

In linea generale, sono escluse dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita, le lotterie e tombole organizzate a livello locale per beneficenza e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Inoltre, nell’aprile del 2019, l’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha emanato le linee guida per chiarire le modalità attuative del decreto. In base a queste sono dunque esclusi:

  • Le comunicazioni che hanno a scopo puramente descrittivo del gioco per guidare verso una scelta consapevole.
  • I servizi di informazione sulle quote offerte dai bookmaker, nell’ottica della comparazione. Purché questa avvenga in trasparenza e non sia ingannevole.
  • L’esposizione delle vincite avvenute preso una data attività, purché non vi sia istigazione al gioco.
  • La promozione di eventi che si svolgono all’interno di Casinò o sale da gioco purché non vi sia promozione, nemmeno indiretta, del gioco a pagamento.
  • I loghi e i segni distintivi del gioco legale sulle insegne o sui siti della relativa attività.
  • Le informazioni relative ai servizi di gioco offerti (quote, jackpot, probabilità di vincita ecc.), purché siano trasparenti e non ingannevoli.

Decreto Dignità e PVR: cosa cambia?
Considerate le limitazioni di cui sopra, i PVR possono continuare a elargire normalmente il servizio di Ricarica ai Conti Gioco, l’importante è che non promuovano il gioco stesso. Infatti, il fulcro del Decreto Dignità riguarda la promozione, la pubblicità e l’incentivazione al gioco stesso, ma non l’erogazione del servizio di gioco che resta comunque possibile per i locali che ne hanno la facoltà.

Nello specifico, le attività che sono PVR possono offrire ai pochi clienti le ricariche per i conti gioco che poi gli utenti stessi potranno utilizzare per piazzare scommesse, giocare a poker online o ad altri prodotti inclusi nell’offerta del concessionario da loro scelto. In realtà, gli utenti potrebbero addirittura giocare anche nei locali che non sono dei veri e propri punti scommesse, ma sul loro smartphone: installando le app dei prodotti in questione, i gestori dei locali non possono impedire ai clienti di giocare, limitandosi a erogare le ricariche su richiesta.

L’ultima innovazione nel campo dei PVR è quella dei distributori automatici di servizi, come Un1ko, che consentono ai clienti di acquistare le ricariche dei conti gioco in completa autonomia. Dalla parte dei gestori, l’aspetto interessante è il guadagno sulle ricariche che può interessare anche le ricariche che i clienti effettueranno online quando non saranno più nel locale in questione: affiliando un giocatore, vengono infatti riconosciute tutte le provvigioni associate a quel conto gioco.

Decreto Dignità: ecco i precedenti

Il Decreto Dignità non è stato il primo provvedimento emanato in materia di gioco d’azzardo.

Nel 2012 il Decreto Balduzzi introdusse il divieto di pubblicizzare i giochi con vincite in denaro durante le trasmissioni televisive, quelle, radiofoniche e anche le rappresentazioni teatrali o cinematografiche non vietate ai minori.

Nel 2016, con la Legge di Stabilità, vennero approvate altre disposizioni limitative della pubblicità. In particolare, la pubblicità dei giochi con vincita in denaro nelle trasmissioni radiofoniche e televisive “generaliste” e in quelle indirizzate prevalentemente a un pubblico di minori. Vennero esclusi i media specializzati (le tv a pagamento, le radio, le tv locali e i canali tematici sulle piattaforme a pagamento), le lotterie nazionali e le sponsorizzazioni nei settori della cultura, dell’istruzione e della ricerca, dello sport, della sanità e dell’assistenza.

Nel 2018, come già detto, con il Decreto Dignità è stato introdotto un divieto assoluto per la pubblicità di giochi e scommesse, incluse le sponsorizzazioni e le forme di pubblicità indiretta.

Nonostante queste limitazioni, resta tutt’ora possibile offrire servizi di Ricarica Conto Gioco diventando PVR, e tale tipo di attività non richiede neanche il rispetto di altri requisiti quali la distanza dai luoghi sensibili, previsti invece per attività come i punti scommesse. Di fatto, grazie alla possibilità di diventare PVR, oggi qualsiasi attività può consentire ai propri clienti di piazzare scommesse, se questi si limiteranno a farlo tramite i propri dispositivi, installando in autonomia le app predisposte.

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